Le manifestazioni di supporto ad Hamas mi hanno spinto a ri-leggere La Rabbia e l’Orgoglio. Molte delle spiacevoli sensazioni di allora sono sopravvissute alla seconda lettura, a distanza di oltre ventidue anni: il tono troppo acceso, le parole pesanti, le accuse, i giudizi sommari, il sarcasmo, il disprezzo espresso senza filtri.
Però.

Però, oggi, guardando all’essenza di quel fiume di parole, non mi sento di dar torto a Oriana Fallaci. La civiltà occidentale, nonostante i molti problemi ancora irrisolti, per quanto imperfetta in tutte le sue declinazioni, ha dato vita a società democratiche maggiormente rispettose dei diritti altrui. Sì, lo so: le troppe eccezioni, le molte cose ancora da mettere a posto; non a caso, l’autrice è similmente feroce nei confronti delle inadeguatezze e delle miserie dei politici occidentali. Della loro, e nostra di cittadini, pusillanimità.
Ho voluto rileggere la risposta di Tiziano Terzani a La Rabbia e l’Orgoglio e gli articoli che seguirono sul Corriere, il reportage che Terzani fece nei mesi seguenti all’invasione dell’Afghanistan da parte delle forze armate statunitensi e degli alleati. Un viaggio tra Afghanistan e Pakistan.
E qui ho avuto delle sorprese, cose che assolutamente non ricordavo: immagino involontariamente, alcune parti degli articoli, in particolare le interviste che Terzani faceva a capi tribù, combattenti, ma anche a persone comuni – sempre maschi –, a volte parevano confermare il pensiero di Oriana (vedi Samuel P. Huntington sullo scontro di civiltà),
«La mia ipotesi è che la fonte di conflitto fondamentale nel nuovo mondo in cui viviamo non sarà sostanzialmente né ideologica né economica. Le grandi divisioni dell’umanità e la fonte di conflitto principale saranno legate alla cultura. Gli Stati nazionali rimarranno gli attori principali nel contesto mondiale, ma i conflitti più importanti avranno luogo tra nazioni e gruppi di diverse civiltà. Lo scontro di civiltà dominerà la politica mondiale.»
Samuel P. Huntington
e cioé che l’odio nei confronti dell’Occidente non nasce solo per le bombe che periodicamente cadono su quella regione o nella Striscia di Gaza, facendo innumerevoli morti, ma perché, per esempio, «Non vogliamo vivere come voi, non vogliamo vedere la vostra televisione, i vostri film. Non vogliamo la vostra libertà. Vogliamo che la nostra società sia retta dalla sharia, la legge coranica […]».
Le linee di faglia tra le civiltà saranno le linee sulle quali si consumeranno le battaglie del futuro.
Samuel P. Huntington

