Appunti

Una cosa che ho cominciato a fare in modo sistematico non appena ho deciso di provare a scrivere è prendere appunti. All’inizio li scrivevo su qualunque superficie di carta mi capitasse a tiro, in casa, in auto o al bar. Facile perderli. Allora ho iniziato a portarmi dietro dei taccuini ovunque andassi, ma oltre a essere un po’ scomodo – mi piacciono i quaderni o taccuini grandi – il rischio era di farseli rubare insieme allo zaino. Ma io amo girare leggero: poche cose e tutte possibilmente in tasca. Quindi sono passato al telefono – non mi fa impazzire come metodo, ma tant’è -, alle note, alle foto che poi, una volta in studio, riporto sul quadernone deputato al progetto. Quadernone sul quale spesso finiscono anche lezioni o parti di lezione o articoli, ritagli su un argomento specifico che in quel periodo sto cercando di approfondire e che in qualche modo utilizzerò nella storia che sto, faticosamente, cercando di scrivere.
Idee su come sviluppare un personaggio, su un aspetto della sua personalità. Nomi, i nomi mi assillano, non mi piace dare ai personaggi nomi troppo comuni, ho bisogno che dietro quel nome vi sia possibilmente una ragione o che mi piaccia il suono. Il nome deve suonare bene col cognome, col personaggio, ed essere possibilmente verosimile anche quando un po’ inusuale. Spezzoni di dialogo che ancora non so se e come utilizzerò.
Uso anche, ma in modo più sporadico, le mappe mentali attraverso uno dei tanti programmi disponibili sugli store digitali. Le mappe mentali mi servono per i collegamenti, per le linee temporali della storia principale e di quelle secondarie, i flashback. Recentemente ho anche provato, con soddisfazione, i fogli A3, ma posso scrivere e disegnare necessariamente solo in studio – al bar sarebbe scomodo.

Qualche giorno fa ho ripreso in mano il quaderno – dovrei dire il volume, date le dimensioni e lo spessore – sul quale avevo scritto quasi tutti gli appunti per «Certezza di cose». Molto bello, l’avevo acquistato durante un Fuori Salone qui a Milano. Mi ha stupito la quantità di materiale che non ho utilizzato o che, a una seconda rilettura, ho giudicato inadatto. Cioé, la maggior parte.

A Natale regala un libro

Se hai già letto Certezza di Cose che si Sperano e ti è piaciuto, che ne dici di donarlo a qualcuno che apprezza il genere crime? Se non l’hai ancora letto, qui puoi prendere conoscenza dei primi capitoli. Poi, sta a te decidere. Io spero ti piaccia.
Certezza di Cose che si Sperano è su Amazon in formato cartaceo e Kindle.

Milano. All’ispettrice Isotta Ales è affidata l’indagine sull’omicidio di una donna nel mondo della solidarietà. Ma Isotta vuole occuparsi di un altro caso, quello che vede coinvolto il suo uomo, Delio, padre di un bambino di otto anni: chi ha tentato di uccidere Delio; perché; chi era la donna morta nella sua auto. Un noir nel quale le due indagini si sovrappongono permettendo a Isotta di scoprire una serie di omicidi collegati, costringendola ad affrontare la sua angoscia più grande mentre scopre di essere braccata. Una storia nella quale tutti i personaggi affrontano, ognuno in modo diverso, l’esplorazione del significato più profondo di fiducia.

Leggi l’anteprima di Certezza di Cose

È quasi Pasqua, ma l’alba ha un aspetto ancora invernale. Uccelli migratori attraversano l’aria. Conche, canali, navigli, chiuse, darsene, rogge, fiumi e torrenti: un’idrografia leonardesca crea una serie di reticoli – figure geometriche armoniche accanto a poligoni singolari – che regalano viste inaspettate di una parte sconosciuta della capitale economica d’Italia. Immagini astratte, dall’alto, come frutto del lavoro di un David Maisel o di un Andreas Gursky rivisitati. 

Certezza Di Cose Che Si Sperano
Copertina completa – Design © Silvia Caligaris, Foto © Paolo Nobile, Stratificazione IV (2010)

Milano. All’ispettrice Isotta Ales è affidata l’indagine sull’omicidio di una donna nel mondo della solidarietà. Ma Isotta disubbidisce al suo superiore, vuole occuparsi di un altro caso, quello che vede coinvolto il suo uomo, Delio, padre di un bambino di otto anni: chi ha tentato di uccidere Delio; perché; chi era la donna morta nella sua auto. Un noir nel quale le due indagini si sovrappongono permettendo a Isotta di scoprire una serie di omicidi collegati, ma costringendola ad affrontare la sua angoscia più grande mentre scopre di essere braccata. Una storia nella quale tutti i personaggi affrontano, ognuno in modo diverso, l’esplorazione del significato più profondo di fiducia.

Leggi qui l’anteprima del romanzo.
Certezza Di Cose Che Si Sperano è disponibile sia in versione cartacea, sia Kindle.

Incipit

Il suono di un tram in arrivo. Le carrozze vuote attraversano lo spazio con uno sfarfallio di luci e forme. Lo sferragliare del tram si affievolisce; lo spazio lasciato libero dalle carrozze si riempie delle architetture della via deserta, i lampioni accesi, i portici vuoti.
Quiete. Solo i rumori ovattati della città addormentata.

Certezza Di Cose Che Si Sperano

Milano. All’ispettrice Isotta Ales è affidata l’indagine sull’omicidio di una donna nel mondo della solidarietà. Ma Isotta disubbidisce al suo superiore, vuole occuparsi di un altro caso, quello che vede coinvolto il suo uomo, Delio, padre di un bambino di otto anni: chi ha tentato di uccidere Delio; perché; chi era la donna morta nella sua auto. Un noir nel quale le due indagini si sovrappongono permettendo a Isotta di scoprire una serie di omicidi collegati, ma costringendola ad affrontare la sua angoscia più grande mentre scopre di essere braccata. Una storia nella quale tutti i personaggi affrontano, ognuno in modo diverso, l’esplorazione del significato più profondo di fiducia.

Leggi qui l’anteprima del romanzo.
Certezza Di Cose Che Si Sperano è disponibile sia in versione cartacea, sia Kindle.

Si ricomincia

Certezza Di Cose Che Si Sperano è il risultato imprevisto di un mutamento radicale avvenuto all’interno del mio mondo. Una trasformazione che ho tardato a comprendere. Certezza Di Cose è anche il risultato di una scommessa.

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Ho sempre amato leggere, di tutto, ma, escludendo alcuni buffi tentativi durante i miei “teens“, non mi è mai venuto in mente di scrivere prima di una dozzina di anni fa. Ho cominciato con un diario: quando ho saputo che sarei diventato padre a quarantotto anni, mi è venuta voglia di mettere su carta i miei pensieri, gli avvenimenti familiari di quel periodo di attesa, articoli di giornale, le sensazioni, le gioie. E, perché no, anche le frustrazioni. Non si hanno ricordi dei nostri primi anni di vita e del mondo attorno a noi, se non confusi, perché mediati dal racconto dei nostri genitori la cui memoria si modifica e, inevitabilmente, si diluisce col passare del tempo. Ho iniziato a fissare su carta, con parole fresche, gli istanti più importanti, in modo che la memoria, a distanza di anni, non tradisse il racconto. L’ho fatto affinché mio figlio avesse una storia alla quale tornare da adulto. Quel diario lo tengo ancora oggi.

In questi dodici anni il mio mondo professionale è cambiato radicalmente. A un certo momento, ho dovuto pensare a cosa fare da grande. In genere ho poche, instabili certezze, ma ricordo di aver pensato che dovevo fare qualcosa che mi piacesse. Era necessario. Indispensabile. Di questo ero proprio sicuro. A metà degli anni ’90 avevo avuto una breve esperienza nel cinema; mi piace imparare cose nuove. Cinque intense settimane. Dopo, avevo approfondito la conoscenza fatta sul set studiando su alcuni libri di testo reperibili all’epoca. Ancora un paio di cortometraggi e poi ero tornato al mio lavoro. Quando ho cominciato ad avere troppo tempo libero, ho ripreso a studiare, questa volta sceneggiatura. Ho frequentato alcuni workshop, due corsi di sceneggiatura, un corso di scrittura, ho letto molti libri e manuali. A quel punto, circa tre anni fa, mi sono chiesto: e adesso? Adesso scrivo una sceneggiatura («Scrivete ciò che vorreste vedere sullo schermo»). E così è nata Certezza Di Cose. Una volta terminata, ho saputo di una collega di corso che, trovandosi nei guai nello sviluppo di una serie tv commissionata, aveva provato a sviluppare la storia in un romanzo e, da lì, con una serie di spostamenti da una forma all’altra, era riuscita a migliorare il lavoro e completarlo, col risultato che, oltre alla sceneggiatura, si era ritrovata anche un libro tra le mani. Ho seguito lo stesso percorso.

A questo link, i primi quattro capitoli del mio libro. Se vi piace ciò che scrivo, ce ne sono altri ventitré, ma bisogna pagare una piccola cifra in denaro. Disponibile sia in versione Kindle che cartacea.