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È quasi Pasqua, ma l’alba ha un aspetto ancora invernale. Uccelli migratori attraversano l’aria. Conche, canali, navigli, chiuse, darsene, rogge, fiumi e torrenti: un’idrografia leonardesca crea una serie di reticoli – figure geometriche armoniche accanto a poligoni singolari – che regalano viste inaspettate di una parte sconosciuta della capitale economica d’Italia. Immagini astratte, dall’alto, come frutto del lavoro di un David Maisel o di un Andreas Gursky rivisitati. 

Certezza Di Cose Che Si Sperano
Copertina completa – Design © Silvia Caligaris, Foto © Paolo Nobile, Stratificazione IV (2010)

Milano. All’ispettrice Isotta Ales è affidata l’indagine sull’omicidio di una donna nel mondo della solidarietà. Ma Isotta disubbidisce al suo superiore, vuole occuparsi di un altro caso, quello che vede coinvolto il suo uomo, Delio, padre di un bambino di otto anni: chi ha tentato di uccidere Delio; perché; chi era la donna morta nella sua auto. Un noir nel quale le due indagini si sovrappongono permettendo a Isotta di scoprire una serie di omicidi collegati, ma costringendola ad affrontare la sua angoscia più grande mentre scopre di essere braccata. Una storia nella quale tutti i personaggi affrontano, ognuno in modo diverso, l’esplorazione del significato più profondo di fiducia.

Leggi qui l’anteprima del romanzo.
Certezza Di Cose Che Si Sperano è disponibile sia in versione cartacea, sia Kindle.

Team Deakins

Cinema.
Appassionati, professionisti e aspiranti tali, cinefili. Se appartenete a uno di questi gruppi, probabilmente conoscete il grande direttore di fotografia e da poco – finalmente! – due volte premio Oscar, Roger Deakins. Pochi sanno, però che Roger lavora da molto tempo con sua moglie James (sì, il nome è maschile, ma in realtà il nome completo è Isabella James Purefoy Ellis). Formano una coppia professionale consolidata.

Photo by Kevork Djansezian/Getty Images

Il mercato è tale da averli lasciati, per il momento, a piedi. La pandemia non ha fatto altro che peggiorare la situazione. Allora Roger e James hanno messo su una serie im-per-di-bi-le di podcast dove intervistano colleghi e compagni di lavoro. Uno più interessante dell’altro. Fin’ora ho potuto ascoltarne solo alcuni: Joel Coen, Sam Mendes, Jake Gyllenhaal, ma l’elenco è lunghissimo. Da aprile, ne hanno pubblicati oltre sessanta.

Tutti in inglese, sorry. Li trovate qui.

Sulla Vita Privata degli Artisti

Dellʼautore di unʼopera dʼArte non vorrei sapere quasi nulla. Per quale ragione conoscere la vita privata, le inclinazioni politiche o sessuali? Sapere se Tizio picchia la moglie o se gli piace farsi picchiare da lei. Se beve o si droga. Ciò che conta è il suo lavoro. Mi piace o non mi piace? Mi ha interessato, divertito, stimolato, annoiato? Mi ha fatto vedere il mondo con occhi differenti? Regalato intensi momenti di commozione? Gioia?

Ha importanza che Palahniuk, per esempio, sia omosessuale o che Woody Allen abbia sposato la figlia adottiva della sua ex moglie? Ho sentito giudicare negativamente il regista americano solo sulla base di ciò che racconta la sua famosa accusatrice («No, i suoi film non li vedo, non mi piacciono»).
Se viene commesso un reato, se ne deve occupare la magistratura. Carmelo Bene picchiava sua moglie; infatti è finito in commissariato, ma questo nulla ha tolto alla sua grandezza di artista. Certo, non è stata una bella azione. Certo, mi girano le tasche sapere che uno dei miei registi preferiti ha votato per quella pericolosa macchietta di Trump, o che uno dei più grandi conduttori di musica sia stato sospettato di essere un simpatizzante nazista, ma questo fa parte delle miserie dellʼessere umano. Marlene Dietrich accusava la figlia di averle rovinato il seno.

Errare Humanum Est

Cʼè qualcosa nelle opere dʼarte – la vera Arte, non quella spacciata come tale da certi critici, galleristi o collezionisti – che trascende la dimensione umana dellʼautore. Come grandi artisti riescano a essere, a volte, miserabili, io non lo so, ma so che, nonostante ciò, non posso fare a meno delle loro opere.

Prima di scrivere

«Prima di scrivere», scattavo fotografie.

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Strane le coincidenze. Oggi, per puro caso, mi sono imbattuto in un articolo di DoppioZero scritto da Francesca Serra che aveva come titolo, appunto, «Prima di scrivere»: la storia di una scatola di fotografie trovate nella soffitta della vecchia casa del grande scrittore J.M. Coetzee. Fotografie che l’autore sud-africano aveva scattato da adolescente prima di avviarsi verso la carriera di scrittore. Fotografie che l’amico Hermann Wittenberg ha ritrovato nella soffitta della vecchia casa di Coetzee e ha deciso di farne prima una mostra e poi un libro.

Naturalmente non voglio suggerire alcuna associazione o analogia tra me e Coetzee. Solo il caso ha potuto determinare che nello stesso giorno in cui ho rimesso in circolazione questo libro, stampato nel 2013 per l’edizione del MIA – Milan Image Art Fair di quell’anno, io mi sia imbattuto in questa storia.

Incipit

Il suono di un tram in arrivo. Le carrozze vuote attraversano lo spazio con uno sfarfallio di luci e forme. Lo sferragliare del tram si affievolisce; lo spazio lasciato libero dalle carrozze si riempie delle architetture della via deserta, i lampioni accesi, i portici vuoti.
Quiete. Solo i rumori ovattati della città addormentata.

Certezza Di Cose Che Si Sperano

Milano. All’ispettrice Isotta Ales è affidata l’indagine sull’omicidio di una donna nel mondo della solidarietà. Ma Isotta disubbidisce al suo superiore, vuole occuparsi di un altro caso, quello che vede coinvolto il suo uomo, Delio, padre di un bambino di otto anni: chi ha tentato di uccidere Delio; perché; chi era la donna morta nella sua auto. Un noir nel quale le due indagini si sovrappongono permettendo a Isotta di scoprire una serie di omicidi collegati, ma costringendola ad affrontare la sua angoscia più grande mentre scopre di essere braccata. Una storia nella quale tutti i personaggi affrontano, ognuno in modo diverso, l’esplorazione del significato più profondo di fiducia.

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Certezza Di Cose Che Si Sperano è disponibile sia in versione cartacea, sia Kindle.

Si ricomincia

Certezza Di Cose Che Si Sperano è il risultato imprevisto di un mutamento radicale avvenuto all’interno del mio mondo. Una trasformazione che ho tardato a comprendere. Certezza Di Cose è anche il risultato di una scommessa.

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Ho sempre amato leggere, di tutto, ma, escludendo alcuni buffi tentativi durante i miei “teens“, non mi è mai venuto in mente di scrivere prima di una dozzina di anni fa. Ho cominciato con un diario: quando ho saputo che sarei diventato padre a quarantotto anni, mi è venuta voglia di mettere su carta i miei pensieri, gli avvenimenti familiari di quel periodo di attesa, articoli di giornale, le sensazioni, le gioie. E, perché no, anche le frustrazioni. Non si hanno ricordi dei nostri primi anni di vita e del mondo attorno a noi, se non confusi, perché mediati dal racconto dei nostri genitori la cui memoria si modifica e, inevitabilmente, si diluisce col passare del tempo. Ho iniziato a fissare su carta, con parole fresche, gli istanti più importanti, in modo che la memoria, a distanza di anni, non tradisse il racconto. L’ho fatto affinché mio figlio avesse una storia alla quale tornare da adulto. Quel diario lo tengo ancora oggi.

In questi dodici anni il mio mondo professionale è cambiato radicalmente. A un certo momento, ho dovuto pensare a cosa fare da grande. In genere ho poche, instabili certezze, ma ricordo di aver pensato che dovevo fare qualcosa che mi piacesse. Era necessario. Indispensabile. Di questo ero proprio sicuro. A metà degli anni ’90 avevo avuto una breve esperienza nel cinema; mi piace imparare cose nuove. Cinque intense settimane. Dopo, avevo approfondito la conoscenza fatta sul set studiando su alcuni libri di testo reperibili all’epoca. Ancora un paio di cortometraggi e poi ero tornato al mio lavoro. Quando ho cominciato ad avere troppo tempo libero, ho ripreso a studiare, questa volta sceneggiatura. Ho frequentato alcuni workshop, due corsi di sceneggiatura, un corso di scrittura, ho letto molti libri e manuali. A quel punto, circa tre anni fa, mi sono chiesto: e adesso? Adesso scrivo una sceneggiatura («Scrivete ciò che vorreste vedere sullo schermo»). E così è nata Certezza Di Cose. Una volta terminata, ho saputo di una collega di corso che, trovandosi nei guai nello sviluppo di una serie tv commissionata, aveva provato a sviluppare la storia in un romanzo e, da lì, con una serie di spostamenti da una forma all’altra, era riuscita a migliorare il lavoro e completarlo, col risultato che, oltre alla sceneggiatura, si era ritrovata anche un libro tra le mani. Ho seguito lo stesso percorso.

A questo link, i primi quattro capitoli del mio libro. Se vi piace ciò che scrivo, ce ne sono altri ventitré, ma bisogna pagare una piccola cifra in denaro. Disponibile sia in versione Kindle che cartacea.